Il Mulino Renicci del 1600 secolo si trova nella frazione di Bottega , posizionato sulla sponda destra del fosso di Bottega (piccolo affluente del fiume Foglia). e inserito all'interno del comprensorio storico legato alle vaste proprietà della famiglia dei conti Albani, che, come si è letto dalle mmorie di Rolando Ugolini e dei pochi anziani rimasti, costituiva un riferimento importante per la comunità. Sorge immerso nella campagna di Bottega, tra orti, alberi da frutto e antiche case coloniche, non lontano dall'area del fiume Foglia dove affiorano anche i ruderi del Pontaccio (tappa 09)


Il termine "Renicci" è un toponimo locale (un nome legato alle caratteristiche del terreno). Nella tradizione centro-italiana, parole come reniccio o renicce indicano un terreno sabbioso, ghiaioso o ricco di rena (sabbia), tipico dei letti dei fiumi o delle aree adiacenti ai corsi d'acqua, dove storicamente venivano costruiti i mulini idraulici per sfruttare la corrente. 


 Le fasi più antiche dell'impianto risalgono al XV secolo (1400). La parte quattrocentesca si distingue chiaramente per l'uso di laterizi di fattura arcaica e per l'impiego massiccio del legno di quercia, mentre i paramenti murari esterni mostrano rimaneggiamenti effettuati nei primi anni del Novecento. L'edificio è strutturato su due piani: il pianoterra ospitava gli apparati molitori per la macinazione del grano, mentre i vani dei livelli superiori erano adibiti ad abitazione. Il mulino è stato ufficialmente dismesso dalla produzione nel 1975. Mantiene intatti i palmenti originali e tutti gli elementi strutturali dedicati alla raccolta e all'incanalamento delle acque. Fino al 1982 gli apparati idraulici sono stati mantenuti in funzione a scopo didattico grazie all'impegno dell'ultimo mugnaio.

Il mulino da grano ha cessato la produzione nel 1975 (con gli apparati idraulici riattivati a scopo didattico dall'ultimo mugnaio fino al 1982).